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Giardino di Boboli a Firenze

Il Giardino di Boboli a Firenze: come arrivare, la collezione esposta, la storia, gli orari, i contatti, il costo e i prezzi per l'acquisto dei biglietti e le informazioni utili per la visita.

Giardino di Boboli a Firenze Giardino di Boboli - Palazzo Pitti, - Firenze

(Foto: Deror avi, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Il Giardino di Boboli è un museo statale che fa parte del polo museale delle Gallerie degli Uffizi che include anche Palazzo Pitti, il Corridoio Vasariano, la Galleria degli Uffizi.

Il Giardino si trova nella parte retrostante di Palazzo Pitti, storica dimora dei Medici a partire dal 1550, poi passata alla dinastia degli Asburgo-Lorena a partire dal 1737 e infine dei Savoia che qui abitarono fino al 1865. Il Giardino è un vero e proprio museo a cielo aperto e accoglie ogni anno quasi 1 milione di visitatori essendo uno dei giardini più famosi d'Italia.

Acquisto biglietti Giardino di Boboli Firenze

Biglietti disponibili: biglietto Giardino di Boboli salta fila, Visita guidata del Giardino, Visita privata Giardino + Palazzo Pitti

Il Giardino di Boboli a Firenze

Il Giardino di Boboli è uno dei giardini più famosi e visitati d'Italia con 800.000 visitatori ed è un bene riconosciuto Patrimonio dell'UNESCO.
Il Giardino occupa un'area di 45.000 m² che ospitano un'architettura e un'apparato scultoreo che lo rese fin dalla sua apertura un esempio perfetto di giardino all'italiana che fu poi imitato in molte corti europee.
Il Giardino di Boboli ospitando diverse sculture di epoca romana, copia di statue greche classiche ed ellenistiche, ma anche statue rinascimentali e seicentesche, risulta essere un museo a cielo aperto (è difatti inserito nella lista dei musei delle Gallerie degli Uffizi) unico al mondo.

Al suo interno vi sono anche varie specie arboree esotiche e differenti emergenze architettoniche volute dalle dinastie dei Medici e degli Asburgo-Lorena che governarono Firenze dal Rinascimento in poi.

L'accesso al Museo del Giardino di Boboli è possibile da 4 punti diversi: da Palazzo Pitti, da Forte Belvedere, da Via Romana e da Porta Romana.

Corridoio Vasariano a Firenze

Storia del Giardino di Boboli di Firenze

La storia del Giardino di Boboli è legata alla Famiglia Medici, banchieri che assursero al potere nel XIII secolo e governarono Firenze per secoli.

(Foto: I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Nel 1549 Eleonora di Toledo acquistò Palazzo Pitti, storica dimora rinascimentale del banchiere Luca Pitti che la fece costruire - su progetto di Filippo Brunelleschi - a partire dal 1458 alla base della collina di Boboli in Oltrarno.

All'epoca dell'acquisto il palazzo aveva solo tre porte e un doppio ordine di finestre; fu quindi chiamato Bartolomeo Ammannati - che stava lavorando al progetto della Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria - per ampliarlo e trasformarlo in uno dei modelli di reggia nobiliare più famosi in europa. La costruzione di Palazzo Pitti e del Giardino dei Boboli furono avviate nel medesimo tempo. Per il Giardino di Boboli fu chiamato Niccolò Pericoli (1500 – 1550), detto il Tribolo, che disegnò la pianta suddividendola in settori dove fece piantare alberi rari e piante selvatiche e fece sistemare le siepi. Ma il Tribolo morì prematuramente e del giardino s'incaricò quindi lo stesso Ammannati che progettò la Grotta di Madama, realizzata dal 1553 al 1555, con lo scopo di ricreare ambienti naturalistici popolati da acultre raffiguranti misteriosi esseri e animali.

Intanto la costruzione di Palazzo Pitti continuava regolare con la pietraforte che veniva cavata nel Giardino stesso trasformando un'area retrostante al cortile centrale in un anfiteatro, disegnato dal Tribolo che lo disegnò adornato di sola vegetazione.

In seguito alla morte di Vasari (1574), fu nominato architetto di corte dei Medici Bernardo Buontalenti, già allievo del Tribolo e dell'Ammannati, il quale progettò la grotta grande di Boboli, detta Grotta del Buontalenti, capolavoro di arte manierista italiana.

A partire dal 1599 all'Anfiteatro furono aggiunte le gradinate mentre le statue si dovette aspettare l'arrivo di Giulio Parigi nel 1631, che trasformò completamente il progetto di architettura verde originario. Per finire nella prima metà del '700 arrivarono l'obelisco egizio originario di Luxor e già presente eretto Tempio di Iside al Campo Marzio, e il vascone dalle Terme di Caracalla a Roma.

A monte dominava tutto il complesso la Statua dell’Abbondanza, iniziata dal Giambologna nel 1608 e terminata da Pietro Tacca nel 1636. Realmente raffigura Giovanna d'Austria, moglie di Francesco I de' Medici, morta a Palazzo Pitti a soli 32 anni per un incidente.

Per arrivarci si saliva un versante di Boboli che nel 1777 fu sistemato con doppia rampa di scale su cui furono sistemate tre statue romane: un Settimio Severo a sinistra, un Magistrato romano a destra e una Demetra al centro. Alla fine delle rampe fu aperto il Bacino di Nettuno per la presenza di una statua raffigurante il dio opera dello scultore Stoldo Lorenzi (1571) chiamata dai fiorentini con evidente ludibrio Fontana della forchetta.

Fontana del Nettuno  Firenze

(Foto: I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Salendo ancora si arrivava al punto più alto di Boboli dove Cosimo III fece costruire nel 1700 il Casino del Cavaliere, completato poi a fine secolo con il Giardino del Cavaliere, opera di Zanobi del Rosso. Qui si tenevano simposi letterari e Gian Gastone, figlio di Cosimo III, vi stabilì il suo ritiro personalissimo. Infine i Lorena lo adibirono a sede per le loro feste di corte estive.

Nel Seicento intanto a Giulio Parigi successe suo figlio Alfonso Parigi il Giovane, con il quale i giardini si estesero verso sud secondo una direttrice principale che prese il nome di Viottolone. Agli incroci con i tre viali secondari furono collocate statue romane e settecentesche mentre nel lato meridionale fu progettata e realizzata la Vasca dell'Isola dove al centro fu posta un'opera del Gianbologna, la Fontana dell'Oceano.

A metà del Settecento altri architetti operarono delle trasformazioni: tra questi ancora Zanobi del Rosso. a cui il Granduca Pietro Leopoldo commissionò la progettazione di due complessi architettonici che completarono la forma attuale del Giardino: il Kaffeehaus e la Limonaia

Kaffeehaus Boboli Firenze

(Foto: I, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Il Kaffeehaus, edificato in stile rococò nel 1776 e culminante in una terrazza coperta da una cupola finestrata da cui si gode una vista panoramica, si convertì immediatamente in una delle mete principali delle passeggiate dei Lorena.

La Limonaia fu realizzata due anni più tardi per proteggere la produzione di limoni della corte. I Medici furono tra i primi ad apprezzare le caratteristiche ornamentali dei limoni che tuttavia in inverno dovevano essere protetti dal freddo. Da questa necessità sorse il nuovo edificio che prese il posto del precedente Serraglio degli Animali, un posto deputato a ricevere gli animali esotici acquistati o ricevuti in dono dalle ambasciate di altre corti europee (in catalogo, in pieno stile barocco, ci furono anche giraffe e un ippopotamo).

Informazioni per la visita al Giardino di Boboli

Orari: da lunedě a domenica apre alle 8.15. Chiusura: alle 16.30 in gennaio, febbraio, novembre, dicembre. Alle 17.30 in marzo e ottobre (con ora solare).Alle 18.30 in marzo (con ora legale), aprile, maggio, settembre, ottobre (con ora legale). Alle 19.00 in giugno, luglio e agosto.
Chiuso il primo e ultimo lunedě del mese, eccetto che tra giugno e ottobre; 1 gennaio; 25 dicembre.
Biglietti: intero € 6. ridotto € 2. Prenotazione ingresso € 3. Passepartout 5 Giorni: ingresso singolo valido per 5 giorni per Uffizi, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli € 18.

Come raggiungere il Giardino di Boboli di Firenze

L'entrata al Giardino di Boboli avviene attraverso 4 ingressi: da Palazzo Pitti, da Forte Belvedere, da Via Romana, da Porta Romana.

Arrivare in treno

Dalla Stazione di Santa Maria Novella si arriva a piedi in circa 20 minuti (2 km).

Arrivare in autobus

La fermata dell'autobus più vicina è la Pitti della linea C4 (di fronte a Palazzo Pitti).

Arrivare in auto

Il parcheggi più vicini sono Garage Palazzo Vecchio, Garage dei Tintori, Garage Lungarno (a pagamento). Si trovano a soli 300 metri a piedi dalla Galleria degli Uffizi.

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